mondo paeseConoscendoci meglio, scoprirai che, oltre ad avere un modo tutto mio per dire maaa, ho anche l’abitudine di rispondere a quasi tutte le domande con bel “dipende” e questa non fa eccezione.

Alla domanda se tutto il mondo è paese nei confronti del linguaggio del corpo, lo psicologo Paul Ekman ha risposto positivamente tramite i suoi studi, maaa limitatamente ad alcune espressioni del volto e ad alcune gestualità.

Alcuni macro-movimenti e alcuni dettagli di prossemica (lo studio delle relazioni di vicinanza nella comunicazione ) sono invece da imputarsi alle usanze socio-culturali di alcuni paesi in cui vengono utilizzati.

L’ignorare l’esistenza di altre possibili interpretazioni può portare diversi problemi laddove ci si debba incontrare con culture diverse.

Le difficoltà di interpretare la prossemica, le vedremo nel prossimo articolo dove approfondiremo il discorso, mentre invece in questo post andremo a vedere come non fraintendere alcuni dei gesti più comunemente usati.

Partiamo da quella che crediamo essere l’italianissima mano a carciofo. In Italia questo gesto, soprattutto nelle zone meridionali della penisola, ha un significato paragonabile alle parole: “Cosa vuoi da me?”, spesso accompagnato da delle espressioni di dubbio sul volto di chi effettua quel gesto.

Durante una trasferta lavorativa in Turchia, ho scoperto che quel tipo di gesto viene utilizzato per indicare la bontà di un cibo o la buona considerazione di un’azione appena compiuta, insomma è un movimento che indica il consenso. Puoi ben capire che non conoscere la differenza di interpretazione del medesimo gesto, può portare non pochi problemi, soprattutto quando hanno dei significati diametralmente opposti come in questo caso.

Ancor più divertente è stato scoprire come quello che noi consideriamo un gesto offensivo come il  braccio a ombrello (quel movimento dove battiamo con una mano l’interno del gomito del braccio opposto, al fine di mandare a quel paese il nostro interlocutore) in Giappone venga considerato un’esultanza successiva alla vittoria. Durante una gara di Moto GP (competizione motociclistica a livello mondiale) il commentatore Guido Meda si affrettò immediatamente a specificare questo aspetto. Subito dopo aver tagliato il traguardo, il pilota giapponese che aveva vinto la gara, cominciò a battersi ripetutamente l’interno del gomito. Guido Meda corse a spiegare il gesto perché temeva che il popolo italiano, che stava seguendo la competizione in tv, potesse fraintendere ciò che stava accadendo.

Questi sono alcuni dei gesti fraintendibili in base al paese in cui ci troviamo o alla cultura di provenienza del nostro interlocutore. Negli articoli successivi ne andremo sicuramente ad analizzare altri, ma per ora ricorda: Paese che vai, linguaggio del corpo che trovi.

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